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SPACE X IN RAMPA DI LANCIO: L'opportunità del Secolo?

Data pubblicazione: 10 giugno 2026

Autore: Alessandro Alderotti

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Rappresentazione visiva dell'articolo: SPACE X IN RAMPA DI LANCIO: L'opportunità del Secolo?

Nelle ultime settimane, i media finanziari non fanno che parlare delle aziende che quest’anno faranno il loro accesso sull’indice

USA Nasdaq tramite IPO (Initial Public Offering).

L’annuncio della quotazione di SpaceX, che si preannuncia come la piu' grande nella storia del mercato statunitense e globale, ha comprensibilmente acceso i riflettori dei mercati e, lo so bene, ha risvegliato la curiosità di molti di voi.


Le domande che ho sentito più di frequente in questi giorni sono legittime: "Dobbiamo entrare subito? - Come posso comprare le azioni in fase IPO? - Pensi sia un’opportunità?”


Quando sui mercati si respira questa forte emotività, credo sia importante fare un respiro profondo, mettere da parte la fretta e analizzare i dati reali prima della narrazione. L'obiettivo di questa nostra riflessione non è dare a priori un giudizio positivo o negativo su SpaceX, ma mappare con lucidità lo scenario per capire come dobbiamo agire a tutela del vostro patrimonio.


Cosa compriamo davvero se scegliamo SpaceX?


La prima grande asimmetria informativa riguarda la natura stessa dell'azienda. Nell'immaginario collettivo, SpaceX è la società

dei razzi riutilizzabili e dei viaggi nello spazio. Ma se andiamo a leggere i dati contabili ufficiali depositati alla SEC (Securities and Exchange Commission, l'autorità federale americana che vigila sui mercati finanziari degli Stati Uniti) nel prospetto S-1 di maggio 2026 (documento che ogni azienda americana deve consegnare obbligatoriamente alla SEC prima di quotarsi in Borsa), scopriamo che oggi l'azienda è un conglomerato a 3 anime molto diverse tra loro:


  1. Starlink (Connettività): È il vero motore economico, l’unica divisione che genera cassa in modo stabile e che ha superato i 10 milioni di abbonati globali. C'è però un dettaglio che dobbiamo monitorare: il ricavo medio per cliente sta scendendo (da 99 dollari mensili a 66 dollari a inizio 2026), segno che la concorrenza e l'espansione richiedono sconti.
  2. Divisione Spaziale (Falcon, Starship): Rappresenta la leadership tecnologica che tutti conosciamo, ma è strutturalmente in perdita a causa degli enormi costi di sviluppo (oltre 6 miliardi di perdite operative nel 2025).
  3. xAI (L'Intelligenza Artificiale): Con la fusione avvenuta a inizio anno, SpaceX ha integrato xAI, la piattaforma X e il chatbot Grok. Questa è la divisione che oggi brucia più cassa in assoluto, registrando ben 2,5 miliardi di perdite operative nel solo primo trimestre del 2026.


La nostra chiave di lettura: Se decidiamo di investire in SpaceX, non stiamo comprando solo il futuro dei viaggi spaziali, ma stiamo finanziando una massiccia e rischiosa scommessa infrastrutturale sull'Intelligenza Artificiale.


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I numeri del bilancio: La distanza tra aspettative e realtà.


Elon Musk punta a una valutazione che si aggira intorno ai 2.000 miliardi di dollari. Per intenderci, significa quotare l’azienda a un multiplo Prezzo/Vendite superiore a 90 volte i ricavi (significa che stiamo pagando l’azienda 90 volte quello che incassa in un anno). Se facciamo un confronto con la storia e con il mercato attuale, notiamo subito alcune anomalie che richiedono attenzione:


  1. Colossi come Microsoft o Apple, che producono utili miliardari e certi da decenni, viaggiano a multipli sui ricavi dieci volte inferiori.
  2. Quando Google si quotò nel 2004, la sua valutazione (23 miliardi) era considerata ottimistica, ma era già interamente supportata da utili reali e da un modello di business validato.


Il bilancio di SpaceX riporta invece perdite nette per 4,9 miliardi di dollari nel 2025 e 4,3 miliardi nel solo primo trimestre

del 2026. La società stessa, nel prospetto ufficiale, avverte esplicitamente che "potrebbe non raggiungere la redditività in

futuro". La liquidità aziendale sta scendendo rapidamente e i miliardi raccolti con l'IPO serviranno in larga parte proprio ad alimentare questa enorme macchina di investimenti.


La trappola tecnica del "Low Float" (Flottante Ridotto).


C'è un aspetto puramente tecnico, spesso ignorato dai non addetti ai lavori, che dobbiamo assolutamente considerare: la scarsità

artificiale dei titoli. SpaceX metterà sul mercato solo il 4,3% circa delle sue azioni totali.


Cosa comporta questo per noi? Se l'entusiasmo dei risparmiatori è altissimo e le azioni disponibili sono pochissime, il prezzo nei primi giorni di contrattazione verrà spinto verso l'alto per pura dinamica tecnica (tanta domanda e pochissima offerta), non perché l'azienda valga realmente quella cifra.


A complicare lo scenario ci sono i nuovi regolamenti del Nasdaq, che ora permettono l'inclusione rapida dei mega-titoli negli indici dopo soli 15 giorni dal debutto. Di conseguenza, i grandi ETF e i fondi comuni passivi saranno costretti a comprare meccanicamente le azioni per replicare il benchmark, immettendo una mole gigantesca di capitali su quel misero 4% di titoli disponibili. Questo acquisto forzato rischia di gonfiare artificialmente il prezzo oltre ogni logica di bilancio.


In più, la società ha previsto un meccanismo di sblocco delle azioni anomalo, che permetterà ad alcuni insider e dipendenti selezionati di vendere le proprie quote prima dei classici 180 giorni previsti negli Stati Uniti. Il rischio concreto è che, una volta sgonfiata l'euforia iniziale, l'aumento dell'offerta di azioni sul mercato possa provocare forti scivoloni del prezzo.


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Cosa ci insegna la storia delle grandi IPO Tecnologiche?


La statistica è il miglior alleato della nostra razionalità. Se guardiamo la storia recente di 300 quotazioni tecnologiche nel loro primo anno di vita, i dati ci dicono che:

  1. La mediana (il valore centrale del campione dal piu’ piccolo al piu’ grande) dei rendimenti a 12 mesi dal debutto è del -9% Solo il 43% delle aziende si trova in territorio positivo dopo un anno.
  2. Il Max Drawdown mediano (cioè il crollo massimo che il titolo subisce dal suo picco) nel primo anno è del -54%.


Significa che l'investitore medio vede quasi sempre il proprio investimento iniziale dimezzarsi, prima di vedere (forse) dei guadagni.

Casi eclatanti come Facebook (-50%) o Uber (-65%) dimostrano che l'euforia del primo giorno si paga a caro prezzo. Persino storie

di immenso successo come Amazon o Cisco hanno vissuto, nei periodi successivi alla quotazione, crolli verticali del prezzo (anche

superiori all'80%), prima di diventare i colossi che conosciamo oggi. La crescita sul mercato non è mai una linea retta.


La nostra strategia: Come suggerisco di muoverci.


Se il nostro obiettivo comune è la tutela del vostro patrimonio e una crescita costante nel tempo, la scelta più saggia non è correre a comprare il primo giorno spinti dalla FOMO (Fear Of Missing Out - la paura di restare esclusi).


Nel nostro metodo di pianificazione, preferiamo muoverci secondo due strade alternative, decisamente più efficienti:


1) La strategia dell'attesa strategica: Lasciamo che il mercato metabolizzi la novità, che scada il periodo di blocco delle vendite

degli insider e che l'azienda pubblichi almeno 2 o 3 trimestri di bilanci reali. Se SpaceX si confermerà un’azienda solida, sarà ancora lì, ma a prezzi probabilmente molto più interessanti e ripuliti dalla speculazione del debutto.

2) La logica "Picconi e Pale": Durante la corsa all'oro del 1800, i cercatori rischiavano tutto e quasi nessuno si arricchiva; chi invece vendeva loro i picconi, le pale e i jeans (come Levi Strauss) faceva fortune certe. Forniva gli strumenti indispensabili a tutti, a prescindere da chi trovasse l'oro. Nel mercato di oggi, l'"oro" sono i viaggi spaziali o i singoli software di Intelligenza Artificiale, settori ancora incerti e volatili. I nuovi "picconi" sono le reti elettriche, i data center e i produttori di materie prime (come il

rame) necessari per far funzionare queste tecnologie. Invece di scommettere su un'unica azienda che brucia cassa, valutiamo esposizioni su queste filiere infrastrutturali: opportunità meno affollate, ma con bilanci solidi e utili reali già oggi.



La pazienza e la disciplina nell'analisi dei dati sono gli asset che ci premiano sempre nel lungo termine.


Prima di fare qualsiasi passo emotivo, vi invito a fare una chiacchierata nei nostri prossimi incontri periodici per valutare insieme se, come e in quale percentuale questa evoluzione tecnologica possa integrarsi correttamente nei vostri obiettivi di investimento personali.








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